EMOJI

/pronuncia iˈməʊ.dʒi /

(Evoluzione delle ‘emoticons‘)

 

Emoji deriva dal giapponese 絵文字, composto di “e” (immagine) e “moji” (lettera, carattere).

Il significato italiano più vicino è pittogramma. Ma difficilmente sentirete qualcuno chiamarli così.

È un evoluzione del linguaggio e la si potrebbe considerare una lingua scritta a se stante.

CE N’È PER TUTTI I GUSTI

Le emoji possono essere considerate l’evoluzione delle emoticon, una rappresentazione tipografica sul display di un viso usando la punteggiatura.

Le emoji, invece, sono state create alla fine del 1990 dalla NTT DoCoMo, società di comunicazione giapponese; sono infatti immagini, trattate dai computer come lettere di una lingua non occidentale, alla stregua dei segni grafici del cinese o del giapponese.

A rendere il gioco più difficile poi ci sono le Kaomoji, di derivazione giapponese. Un misto di caratteri giapponesi e punteggiatura, Esempio: (◕‿◕)

 

A tutto questo, poi, vanno aggiunti gli sticker, che alcuni archiviano come emoji, ma in realtà sono specifici delle applicazioni, e non utilizzabili altrove (facebook, telegram, whatsapp…)

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Una tedesca che va di corsa. Una passione a trazione integrale. E la nostra fibra, a creare connessioni dal volto umano. Allacciate le cinture: Felici&Connessi parte da qui. «Velocità e potenza non sono mai abbastanza: più ne vivi, più ne vuoi». Eccolo qui il riassunto del mondo dei quattro anelli, parola di Dante Villani. Il […] LEGGI